Mitologia norrena

Qualche breve spiegazione sui principali temi della mitologia norrena che ricorrono nelle canzoni della band.

Týr

Dio della mitologia norrena della guerra, della gloria eroica e della vittoria.Riferendoci all’Edda, Tyr è dipinto come figlio di Odino, se prendiamo in considerazione l’Edda in prosa; e come figlio di Hymir se consideriamo quella Poetica. Dalle origini del nome è possibile tracciare una connessione con Tuisto, quindi potrebbe essere che in passato era considerato il padre degli dei. Si pensa pertanto che sia stato soppiantato in fama e popolarità dall’autorità sia di Odino che di Thor, considerato che anche Odino è considerato un dio della guerra. E’ equiparabile a Marte, nel panteon romano. Una delle prime raffigurazioni di Tyr fu trovata vicino a Trollhattan. Il Dio appare con lunghi capelli, tenendo uno scettro nella mano destra e con un lupo che gli morde la sinistra. Secondo l’Edda, gli dei decisero incatenare Fenrir, ma la bestia si liberava di ogni catena. I nani quindi produssero un fiocco magico, chiamato Gleipnir, simile alla seta, formato da: rumore del passo dei gatti, barba di donna, radici di montagna, sensibilità di un orso, respiro di pesce e saliva di uccellino. La creazione di Gleipnir è per tanto il motivo per cui questi elementi non esistono.Fenrir però si sentì preso in giro e non volle farsi legare a meno che qualcuno non avesse messo una mano nella sua bocca. Tyr, conosciuto per la sua saggezza e coraggio, si offrì e gli altri dei legarono la bestia. Fenrir cercò in tutti i modi di liberarsi e fece di tutto per rompere il nastro. Tutti gli dei si scostarono, ma non Tyr, che ebbe quindi la mano amputata da parte della bestia. Tyr è quindi chiamato “i resti del lupo”, nonchè Kenning poetica per la gloria. Nel momento in cui la bestia si sarebbe liberata, si sarebbe scatenato il Ragnarok. Nell’Edda in prosa Tyr muore ucciso da Garm, il cane guardiano di Hel; mentre nel Lokasenna gli viene fatto credere di essere stato tradito dalla moglie, ovviamente da parte di Loki, dio degli inganni.

Il giorno della settimana, Tuesday, prende spunto dal suo nom: Tiw’s day ( Tiw è l’antico inglese; mentre in latino è stato tradotto in Dies Martis, ergo martedì). Al suo nome sono collegati anche dei toponimi, per lo più scandinavi ovviamente. In antico Nordico il suo nome era un sostantivo che indicava Dio in generale. Pertanto, in Islandese ci sono una serie di nomi maschili che terminano con Tyr. Usato assieme ad altri sostantivi crea un composto che si riferisce ad altri dei: Hangantyr (il dio impiccato), Valtyr (il dio dell’uccisione) e Hrafntyr (il dio corvo) sono tutti nomi attribuiti ad Odino. La runa Tiwaz è chiamata così in onore del dio.

Asgard

Antico nordico per “recinto degli Asi”, uno dei nove mondi e “capitale” degli Dei. E’ circondata da un muro incompleto creato da Hrimthurs. Il Valhalla si trova all’interno di Asgaard. I governatori sono Odino e sua moglie Frigg. E’ collegato a Midgard, la terra degli Umani, tramite un arcobaleno chiamato Bifrost. Il guardiano di Bifrost si chiama Heimdall.

Le prime fonti su questo luogo si trovano nell’Edda in prosa: nella Voluspà infatti sono descritti molti abitanti di Asgaard, nonchè lo stesso Yggdrasil. Nello Skáldskaparmál invece si parla di come Thor abbia difeso Asgaard e le persone di Odino con molta forza.

Mjölnir

Il martello di Thor, una delle armi più temute. La più accreditata storia della sua creazione si trova più precisamente nello Skáldskaparmál . Loki sfidò due nani fratelli a produrre un oggetto più utile e più bello di quelli che produceva il figlio di Ivaldi. (tra cui una nave pieghevole e la lancia di Odino). Snorri inoltre ci descrive le sue principali caratteristiche come: colpire al meglio, qualsiasi cosa, con fermezza, senza mai cadere. Considerato in grado di spianare le montagne, ha la peculiarità di tornare al possessore se lanciato, stile boomerang. Inoltre, può diventare così piccolo da essere nascosto nella tunica. Mjolnir significa molto semplicemente “polverizzatore”, riferendosi alle sue caratteristiche. I riferimenti filologici sono vari e spaziano dal russo al gallese. Proprio in gallese, pare significhi “lampo”, ricollegandosi al fatto che Thor è il Dio del Tuono. Molte repliche del martello furono trovate in varie tombe e sono, tutt’oggi, considerati amuleti di protezione, soprattutto in nelle regioni da poco convertite al Cristianesimo, durante il medioevo. La forma varia da regione a regione, sempre negli standard.

Rune

“lettere” degli alfabeti usati da varie lingue germaniche, prima dell’adozione dell’Alfabeto latino. I caratteri furono gradualmente sostituiti da quelli latini con la Cristianizzazione a partire dal 1100. L’uso persistette per molti anni. Le varianti scandinave sono note come Futhark, derivanti dalle prime sei lettere. Le prime iscrizioni runiche risalgono al 150 AC circa. Nella mitologia norrena hanno origine divina, da parte di Odino, che le ricevette in seguito al suo auto-sacrificio. Nell’Havamal sono attribuiti alle rune poteri speciali tra cui portare alla vita ciò che è morto. Le rune più antiche non erano molto usate per scrivere ma erano più che altro simboli “magici” e di protezione. Il nome stesso, “runa”, implica qualcosa di sconosciuto e misterioso. A ogni runa era collegato un certo significato o un Dio. La conoscenza delle rune era qualcosa di elitario e ristretto. Il Futhark antico, usato per il proto-nordico, consta di 24 rune, divise in 3 gruppi da 8. Il Futhark più recente invece consta di 16 rune e contiene tutte quelle divergenze fonetiche che fecero sì che il Proto-nordico divenne Antico Nordico. Le rune giocarono un ruolo “fondamentale” nella simbologia nazista. Lo stesso logo delle SS si basa su due Sig e i gerarchi nazisti venivano sepolti in tombe decorate con Teiwaz, la runa del Dio della Gloria in guerra. Ad oggi, sfortunatamente, si tende ancora ad associare l’uso delle Rune con il Nazismo. Ne sono state colpite anche band viking, quali Tyr e Moonsorrow, che hanno dovuto respingere ogni accusa ricordando che le rune sono principalmente l’espressione della cultura nordica.

Thrym

THRYM
Þrymr (Thrymr, Thrym; “frastuono”) è il re dei giganti jotnar (abitanti dello Jötunheimr), rubò Mjöllnir, il martello di Thor, per obbligare gli dei a concedergli Freyja in moglie.
Il piano di Þrymr fu sventato grazie alla conoscenza di Heimdallr, all’astuzia di Loki ed alla violenza di Thor, che in seguito uccise Thrym, la sorella, e tutti i suoi parenti jotnar presenti al ricevimento di matrimonio.
Gjallarhornið
Si tratta di un oggetto posseduto dal dio Heimdallr. Si tratta di un corno, come dice anche il suo nome, che significa appunto “corno risonante”. È tanto potente che il suo suono può raggiungere tutti i mondi. Heimdallr lo userà quando sarà giunto il Ragnarök, per chiamare gli dei alla battaglia finale.
RAGNAROK
Il Ragnarǫk è la battaglia finale tra le potenze della luce e dell’ordine e quelle delle tenebre e del caos, in seguito alla quale l’intero mondo verrà distrutto e quindi rigenerato.
Il Ragnarǫk verrà preceduto dal Fimbulvetr, un inverno terribile di tre anni, in seguito al quale avverrà lo sfascio dei legami sociali e familiari, in un vortice di sangue e violenza al di là di ogni legge e regola.
Spariranno quindi Sól (il Sole) e Máni (la Luna): i due lupi (Skǫll e Hati) che, nel corso del tempo, perennemente inseguivano i due astri finalmente li raggiungeranno, divorandoli, privando il mondo della luce naturale. Anche le stelle si spegneranno.
Yggdrasill, l’albero cosmico, si scuoterà, e tutti i confini saranno sciolti: terremoti, alluvioni e catastrofi naturali.
Le creature del caos attaccheranno il mondo: Fenrir il lupo verrà liberato dalla sua catena, mentre il Miðgarðsormr (un demone con le sembianze di serpente) emergerà dalle profondità delle acque. La nave infernale Naglfar leverà le ancore per trasportare le potenze della distruzione alla battaglia. Al timone ci sarà il dio Loki.
I misteriosi Múspellsmegir (i “giganti di fuoco”, una delle due razze di giganti) cavalcheranno su Bifrǫst, il ponte dell’arcobaleno, facendolo crollare. Heimdallr, il bianco dio guardiano, soffierà nel suo corno, il Gjallarhorn, per chiamare allo scontro finale Odino, le altre divinità e i guerrieri del Valhalla (“einherjar”).
Nel grande combattimento finale, che avverrà nella pianura di Vígríðr, ogni divinità si scontrerà con la propria nemesi, in una distruzione reciproca. Il lupo Fenrir divorerà Odino, che quindi sarà vendicato da suo figlio Víðarr. Thor e il Miðgarðsormr si uccideranno a vicenda, e così Týr e il cane infernale Garmr. Surtr (un gigante del fuoco) abbatterà Freyr.
L’ultimo duello sarà tra Heimdallr e Loki, che si uccideranno a vicenda, quindi Surtr, proveniente da Múspellsheimr, darà fuoco al mondo con la sua spada fiammeggiante.
Di seguito, dalle ceneri, il mondo risorgerà. I figli di Odino, Víðarr e Váli, e i figli di Thor, Móði e Magni, erediteranno i poteri dei padri. Baldr, il dio della speranza e Hǫðr suo fratello, torneranno da Hel, il regno della morte. Troveranno, nell’erba dei nuovi prati, le pedine degli scacchi con cui giocavano gli dèi scomparsi. La stirpe umana verrà rigenerata da una nuova coppia originaria, Líf e Lífþrasir, sopravvissuti nascondendosi nel bosco di Hoddmímir (o nel frassino Yggdrasill, a seconda dei culti).
La rinascita del mondo è tuttavia adombrata dal volo, alto nel cielo, di Níðhǫggr, il serpe di Niðafjoll, misteriosa creatura tra le cui piume porterà dei cadaveri.

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