Report dal concerto milanese

Un concerto atipico. Non trovo altro modo di definirlo. Il Bitte, circolo Arci (e quindi 10 euro per tesserarsi………..) è un localino appena fuori Milano. Non troppo grande ma nemmeno un loculo. Quello che lascia basiti è l’ampiezza del palco: piccolo, poco profondo, con il set di batteria che quasi finisce con i piatti nella schiena del malcapitato cantante.  Eh si che lo spazio non manca, bastava allestire un palco un pelino più ampio….

I ragazzi arrivano con il tour bus alle 5 circa, 3 ore in ritardo rispetto alla loro tabella di marcia. Non appena sceso e sistemati gli strumenti, Heri ci viene subito a salutare e ci spiega che sono stati trattenuti alla dogana Svizzera per circa 6 ore, ma che il resto del viaggio è stato abbastanza veloce.  Un rapido salutino anche con Terji e ci mettiamo in fila per entrare.

Aprono i concerti i greci Scar of the Sun, che come i Communic dopo e i nostri Tyr, avranno ben pochi minuti a disposizione per suonare. Dopo gli adrenalinici Communic quindi è la volta dei Vichinghi dalle Faroer.

La setlist lascia davvero l’amaro in bocca per chi li ha visti precedentemente a Romagnano o Bologna (con scalette ricche e ben studiate). Quattro canzoni sono davvero un pò pochine ma Heri ci ricorda che non è colpa loro e che sanno che “faranno molte meno canzoni di quanto ci aspettavamo”

Aprono con una perfetta Sinklar Visa, canzone che era stata evitata negli ultimi concerti italiani, seguita da Flames of the Free, Take your Tyrant e una immancabile Hold the Heathen Hammer High. Fine. Devono già lasciare spazio ai teutonici Rage.

Con il post concerto i ragazzi si sono mostrati cordiali come sempre: Gunnar è rimasto un pò in disparte (senza ovviamente negare foto e autografi) ma Heri è stato un paio di ore con noi a parlare del più e del meno (una persona davvero umile e curiosa,  un vero piacere parlare con lui).  Terji si è accodato ai discorsi e ci ha fatto compagnia per un bel pò e anche Kari è stato molto gentile e “felice di averci conosciuti”-

La cosa che forse ci ha più colpito e fatto più piacere è l’interesse di Heri e Terji per il nostro blog. Ci hanno entrambi ringraziato molto, dicendo che facciamo un ottimo lavoro.

Insomma, sul piano musicale delude solo la scaletta ridotta, nonostante abbiano suonato veramente bene; mentre sul piano “umano” si riconfermano a pieni voti una delle band più cordiali e socievoli con i propri fans.

SCALETTA

Sinklar Visa

Flames of the Free

Take Your Tyrants

Hold the heathen hammer high

Trovate una galleria di foto scattate da noi nell’apposita sezione 🙂

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